Il Cirum è stato la nostra base operativa in occasione delle molte Maratone delle Dolomiti corse tra la fine degli anni ’90 e gli inizi del nuovo millennio, prima che i fattacci del 2005 ce ne precludessero definitivamente la partecipazione, e per alcuni di noi è da più di dieci anni meta fissa delle vacenze estive. Al Cirum si accede lasciando la SS 48 delle Dolomiti in direzione Cherz a meno di 4 km da Arabba (Réba in Fodom) per chi proviene dell’Agordino o dal Falzarego, con una rampa di 800 metri al 10 per cento in mezzo al bosco, assai utile dopo i giri più impegnativi per sciogliere le gambe prima del rientro.
A poco più di 4 km, dunque, il bivio per il Pordoi (mt. 2248) e il Campolongo (Ciaulonc, mt. 1897), con la possibilità di scegliere in quale verso affrontare il Sella Ronda; a 10 km c’è il Falzarego (mt. 2117), salita docile e davvero splendida per il paesaggio ed il tracciato che dal bosco porta fin sotto ai muraglioni di roccia del Lagazuoi; a 15 km c’è il Passo Fedaia (mt. 2054), uno degli ossi più duri di tutte le Dolomiti; a 20 il Giau (mt. 2236), cui si arriva per una strada spettacolare che porta verso Colle Santa Lucia; a 30 km, ridiscendendo la valle agordina sino a Cencenighe e poi Falcade, c’è il San Pellegrino (mt. 1890) dalle pendenze assai severe. Le magnifiche Tre Cime di Lavaredo (mt. 2400 ca.) sono a circa 50 km, a seconda che vi si voglia accedere dalla parte più facile (Falzarego, Cortina, Passo Tre Croci), oppure che si tenti l’impresa giungendo a Cortina attraverso il Passo Giau. C’è davvero solo l’imbarazzo della scelta. Qui il Giro d’Italia è di casa.
Al Cirum si mangia col cazzuol, il cortel e la pirona, seduti sulla cariéga.