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Sergio Bigioni porta già nel cognome le sue nobili origini di scalatore: infatti Villa Bigioni (a due passi da Leonessa in provincia di Rieti) è un paesino ai piedi della Vallonina, la splendida salita che in 16 km. consente di scalare i 2000 mt. del Terminillo dal versante nord, in uno scenario spettacolare di montagna autentica. Tolti i primi 5-6 km di falsopiano, lungo i quali occorre far poco gli spiritosi, da Campo Stella la salita è degna dei passi dolomitici: pendenza media elevata, tornanti ravvicinati in mezzo al bosco, un lungo costone spaccagambe a due km dalla vetta (che da queste parti chiamano Ghiaccio crudele…), e l’ultimo km che non finisce mai. Sergio è nato qui; è ovvio che ripeta spesso: "la bicicletta l’hanno inventata per la salita". Come dargli torto? |
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Sergio è generoso, in bicicletta come nella vita di tutti i giorni. Questo significa che come amico non si discute: è sempre pronto ad aiutare gli altri, in qualunque circostanza e per ogni esigenza. Ha un carattere speciale: è sempre di buon umore (specie in bicicletta), e se raramente lo trovi arrabbiato, è perché ha subìto un torto davvero grave. In bici è sempre lì davanti a tirare, senza risparmio, con la testa un po’ piegata da una parte che lo riconosci da lontano. Non si preoccupa di sprecare energie. Dice che dove arriva, lì ci mette un segno. E’ di comprovata fede giallorossa: i colori di questa pagina vogliono essere una dedica nella dedica. Sergio merita questo e molto altro. |
| la cronoscalata di Villa Bigioni organizzata da Sergio nel 2001 | ||
| 2003: Sergio vince la classifica sociale delle scalate a Monte Cavo | ||
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Molte
sono le teorie di Sergio. Quando minaccia pioggia, o tira un vento che
toglierebbe la fantasia a chiunque, lui dice: "E’ il tempo che ce
deve ave’ paura de noi…". Memorabile, nel ricordo di chi scrive,
un’uscita autunnale sul lungomare, incontro a una
libecciata spaventosa verso Torvajanica. Io ero alle prime armi, e Sergio si
prese cura di me ordinandomi di rincantucciarmi a ventaglio sotto (più che
dietro) di lui: faticai ugualmente come un somaro, e rimasi impressionato
dalla forza che Sergio oppose al vento. Ho fatto tante altre fatiche (lunghi
di varia entità: Nove Colli, Maratone etc.), ma quella per me resta la madre di tutte le fatiche.
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il veloclub 39×26 ROMA |
