LA BESTIA DI MONTE CAVO
Questo essere sfuggente e dai tratti animaleschi pare si aggiri dalle parti della via dei Laghi e che, soprattutto il mercoledì, faccia della strada che conduce all’antico luogo di culto dei Romani [Monte Cavo, n.d.r.] il suo territorio di caccia preferito. Quasi sempre da solo, a volte accompagnato da suoi simili, è solito cibarsi con assoluta voracità delle svolte e dei tornanti che conducono in vetta. Sconcertati da tale famelico appetito, i titolari del ristorante che per anni ha prosperato con tranquilli gitanti e sposini felici sono stati costretti alla chiusura, per non esporre i propri avventori a pericolosi incontri con la Bestia. L’avvistamento odierno ha confermato ciò che si dice in giro con terrore: appare all’improvviso senza che il guardiano della strada possa fare nulla (si dice che abbia persino divorato i suoi cani), prima che ci si possa organizzare per una cattura è già in cima, con il suo respiro affannoso e terrificante, schiumando bava dalle orrende fauci spalancate. Impossibile non notare la Bestia, anche a causa dello sgargiante mantello di colore arancione e dal caratteristico mulinare dei suoi enormi arti inferiori. Unico particolare non adeguato a tanta animalesca figura, la totale assenza di peli sui suddetti arti. L’ipotesi che la Bestia non sia sola, pare confermata da un richiamo udito oggi durante l’apparizione. Tale richiamo, simile al trillo di un cellulare, ha provocato dei movimenti inconsulti della Bestia che ha dovuto raccogliere il fiato rimastole per rispondere con versi incomprensibili ad esseri umani.