DOMENICA 27.4.2003, GF DELLA MAREMMA: IL RESOCONTO DI GIULIO
Se il buongiorno si vede dal mattino, ecco cosa ci ha scritto Giulio a un’ora e mezza dalla partenza: “Qui piove anche se nella giornata dovrebbe smettere. Partirò con manicotti e sovrascarpe.” – Dopo un centinaio di km corsi a 32 di media, un guaio meccanico ha appiedato Giulio: la catena ha strappato il cambio, finito in mezzo ai raggi della ruota posteriore, ed ha piegato il forcellino. L’esordio di Giulio con la maglia del VELOCLUB 39×26 ROMA non è stato fortunato. Ma la stagione è lunga.
In effetti, proprio un bell’esordio!! La pioggia del mattino non è stata un problema visto che già al momento della partenza (avvenuta con venti minuti di ritardo per la ressa ai tappeti WT) le nuvole iniziavano a lasciare spazio al sole. Il via! da Scarlino scalo, con i primi km in leggera discesa e il gruppone lanciato ben oltre i cinquanta all’ora. Nonostante l’elevato numero di ciclisti e la strada ancora bagnata (foto 1), nessun problema. Ci sono sempre i soliti imprudenti che cercano di raggiungere le prime posizioni con sorpassi azzardati, rischiando di provocare cadute che in queste condizioni potrebbero avere conseguenze serie. In ogni caso arriva la prima salita (Tirli) ad allungare il gruppo: la pendenza è subito forte, io metto il 28. Per i primi 60 km si corre tutti insieme ed il ritmo ne risente, non c’è un attimo di tregua. Poco prima della seconda salita il gruppetto in cui mi trovo rientra sui primi ma è un attimo, come la strada torna a salire il gruppo si fraziona nuovamente. Quelli del corto spingono forte e quando arriva il momento di separarsi la media è ben al di sopra dei 30 orari. Rimaniamo in venti, con pochi volenterosi a tirare controvento lungo la leggera salita che ci porta ai piedi di Massa Marittima. Si pedala su strade molo belle, in totale assenza di traffico, con il sole che nel frattempo si è imposto su nuvole e pioggia.
La mia “gamba” è buona, mi sto divertendo e trovo anche il tempo di scambiare qualche parola con Enrico, un amico di Ariccia che è qui con due compagni di squadra. Dopo lo scollinamento di Monterotondo si comincia a pensare alla salita più dura della corsa, Montebamboli. Proprio in questa fase, nonostante il ritmo non sia forsennato, faccio scendere la catena sul 39 troppo bruscamente e mi ritrovo in un attimo a bordo strada con il cambio in mezzo ai raggi ed il forcellino completamente piegato!! Non ho ovviamente speranza di proseguire e mi rassegno ad aspettare qualcuno dell’organizzazione che mi raccolga. In realtà l’unico che passa è un motociclista che con il cellulare chiama la direzione di corsa senza peraltro riuscire a capire dove sia l’assistenza (!). Dopo una lunga sosta, grazie ad un passaggio dell’ambulanza al seguito degli ultimi, riesco a rientare a Scarlino dove mi aspetta Emilia con l’Ammiraglia (foto 2). Il mio esordio con la nuova maglia è tutto qui, senza gloria e con molta sfiga… A conclusione di questo resoconto, due parole sull’organizzazione. A fronte di una quota di iscrizione nella media per le granfondo non di primissima schiera, il pacco gara era molto ricco, soprattutto se confrontato con il nulla che molte volte ci è stato consegnato. C’erano sali e reintegratori, una bottiglia di rosso (scolata al rientro con le massime autorità della Società), del miele e una simpatica fascia-berretto, certo utile per le future escursioni alle alte quote.
Negativo, invece, il bilancio per quanto riguarda l’assistenza in corsa (non si può stare solo a ridosso dei primi, che tra l’altro non ne hanno neanche bisogno) e i ristori, esclusivamente liquidi. Infine, sinceri ringraziamenti all’ammiraglia del Veloclub Fiumana che non si è fermata neanche due secondi per sentire di cosa avessi bisogno. Questo nonostante sulla macchina ci fosse solo un passeggero e il portabici fosse desolatamente vuoto!! Certe volte, con un po’ di buonsenso, si evitano queste pessime figure che neanche i migliori piazzamenti dei tuoi atleti riescono a cancellare.