Non sono riuscito a capire come venivano mostrati i contenuti nel sito originale.
Qui di seguito il resoconto di Carlo e poi le foto fatte durante la gara.
DOMENICA 6 LUGLIO 2003, MARATONA DELLE DOLOMITI: IL RESOCONTO DI CARLO
Per qualcuno di noi questa del 2003 era la nona Maratona (Giulio); per altri la settima (Monica e Carlo), o la quarta (Daniele) o terza (Stefano). Negli anni di acqua ne abbiamo presa tanta, pari solo al freddo che ci ha spesso accolti ai 2000 metri di qualche passo (Valparola, 1996) e sempre giù dal Pordoi, specie nelle ultime edizioni con il giro dei Quattro Passi in senso orario e la partenza anticipata alle 6.15. E’ per questo forse che abbiamo apprezzato e infinitamente goduto della giornata meravigliosa che la Maratona ci ha regalato domenica scorsa. Clima perfetto, non caldissimo e freddo il necessario, non una goccia d’acqua, aria fantastica, ottima visibilità per ammirare panorami da urlo in cima ai passi, o lo strepitoso massiccio del Sella… se poi ci metti le strade chiuse al traffico con la possibilità di scegliere le traiettorie in discesa come fossimo al Giro d’Italia (chi non è rimasto estasiato sulla statale agordina dopo il bivio per il lungo sino all’attacco di Colle Santa Lucia?), allora la Maratona dles Dolomites diventa subito un’attesa lunga 365 giorni, una frenesia di ricominciare il prima possibile.
Certo l’organizzazione fa le cose in grande. Tralasciando la questione ristori da sempre eccellenti (mitico quello sul Giau, ma un po’ di semplice acqua all’arrivo non guastarebbe) o l’assistenza meccanica ben distribuita, ci sembra da rimarcare la cura dedicata alla sicurezza dei ciclisti. Incroci presidiati dovunque e curvacce ben segnalate (finalmente anche quella giù dal Sella dove s’è sempre addobbato qualcuno). All’elicottero siamo abituati da anni; all’efficienza del sistema di rilevamento anche; poi le strade chiuse; quindi la diretta televisiva, quest’anno anche i passaggi ai GPM replica esatta di quelli per i prof… complimenti al Comitato. Proprio perciò vorremmo sottolineare due questioni. La prima, destinata a noi ciclisti, riguarda un aspetto regolamentato dall’organizzazione: il dovere di non gettare rifiuti per strada. Se la barretta ce la portiamo in tasca dalla partenza, non si capisce perché, dopo averla mangiata, non dovremmo sopportare il peso ben inferiore della sola carta. I residenti della valli attraversate dalla corsa (per esempio in Fodom) che, ricordiamolo, subiscono anche alcuni disagi come la chiusura delle strade, non hanno mancato di notare l’indecenza dei troppi rifiuti gettati in terra. Farebbe bene il Comitato ad essere più severo su tale questione, e CON TUTTI (le telecamere hanno documentato sia l’anno scorso che quest’anno come sia costume diffuso tra i primi, i più veloci, quello di gettare borracce e rifiuti dove capiti, senza che nessuno di loro sia squalificato come invece previsto dall’art. 25 del regolamento).
La seconda invece riguarda l’annoso problema di partenza ed arrivo in due luoghi distinti. In particolare ci sembra che la partenza da La Villa sia un autentico nonsenso. Se il Comitato, come continuamente dichiara anche con una certa retorica attraverso lo speaker alla partenza (“siete tutti gladiatori, siete tutti leoni!”), tratta gli ultimi come i primi, allora risolva la follia dell’entrata in griglia per chi, provenendo da Corvara, è costretto a salire a piedi a La Villa alta, per ridiscendere a scapicollo e infilarsi nel parcheggio. Operazione che dura almeno una ventina di minuti, mentre i vip imboccano diretti dalla statale. Possiamo capire che vi siano ragioni di visibilità delle principali località dell’Alta Badia, ma ci spieghi il Comitato come può non ritenere assolutamente più pratica e facile per tutti una partenza negli ampi spazi di Corvara piuttosto che nel budello di La Villa. Ancora un appunto: se, dicevamo, i più lenti contano davvero come i più veloci, allora non fateci sentire quanto invece è accaduto sul traguardo all’arrivo della prima donna del lungo, quando lo speaker ha chiesto, e in malo modo, a chi magari stava terminando il Sella Ronda in cinque ore di fare spazio perché su quella linea stava piombando una signora scortata peraltro da quattro o cinque boys perfetti gregari.
Per concludere, due parole sulla nostra corsa. E’ andata più o meno bene per tutti: Stefano ha abbattuto di circa un’ora il tempo del 2001; Daniele si è confermato granfondista di razza, perché con pochissimo allenamento ha chiuso in appena una mezz’oretta in più di Carlo, invece allenatissimo. Monica – che con gran biasimo degli altri ha fatto il percorso medio – ha allungato i tempi di due anni fa, arrivando decima tra le donne; costernato anche Giulio, che a suo dire ha fatto il peggior tempo di sempre su questo percorso (tempo che peraltro tutti gli invidiamo) – per cui siamo sicuri che celebrerà il suo decennale con la Maratona nel 2004 con fuochi d’artificio sul Giau. Carlo sostiene di essere il più arrabbiato, per aver clamorosamente ciccato per soli 60 sporchi e bastardi secondi il tempo necessario per la griglia di merito del prossimo anno, mentre ha fatto una gara tiratissima ed un finale pancia a terra – e se l’è goduta un mondo (foto sotto). Un ringraziamento speciale lo vogliamo tributare a Emilia che, in attesa dell’esordio nel 2004 sul percorso Sella Ronda, ha facilitato la partenza di chi proveniva da Corvara, e ha intanto aspettato i nostri passaggi sul traguardo rifornendoci di tutto quanto necessario. Infine una preghiera al Comitato: meglio col Fedaia o, al limite, un arrivo sulle Tre Cime…
Monica ha corso i 110 km del medio in 4:59.57,2 a 22,003 kmh, ed è 10^ ass. tra le 189 donne classificate e terza di categoria – Stefano, grande prestazione, ha abbassato di circa un’ora il tempo sul lungo chiudendo in 8h 05′ 37″ a 18.162 kmh; è 2635° ass. e 568° di cat. – Daniele, i cui risultati progrediscono gara dopo gara, ha chiuso in 6h 43′ 14,2″ a 21,873 kmh: 1085° ass., 361° di cat. – Carlo, all’esordio su questa versione del lungo, ha mancato di soli 60 secondi il tempo per la griglia di merito nel 2004: 6h 16′ 00.4″ a 23,475 kmh, 566° ass. e 91° di cat. – Giulio infine, che ha patito più del temuto il Giau e il Falzarego, ha corso in 5h 43′ 04,8″ a 25,708 kmh: 149° ass. e 42° di cat. – A tutti loro i complimenti dell’intera squadra!!!












