DOMENICA 18 MAGGIO 2003, GF NOVE COLLI: IL RESOCONTO DI CARLO
Anche quest’anno la Nove Colli, alla XXXIII edizione, ha confermato un altissimo standard qualitativo. Il nostro breve resoconto inizia proprio dalla disponibilità, tutt’altro che scontata nel panorama delle granfondo italiane, mostrata dalla segreteria organizzativa, e che avevamo già apprezzato qualche anno fa in occasione di una forzata rinuncia alla gara, con restituzione dell’intera quota di iscrizione (!).
L’equivoco, dovuto ad una email spedita ma mai arrivata, che all’ultimo momento ha messo a repentaglio la partecipazione di Giulio (subentrato a Sergio costretto al forfait), è stato superato grazie alla comprensione totale e senza remore degli organizzatori, i quali hanno provveduto ad attivare la sostituzione nella lista dei partenti nonostante le iscrizioni fossero già chiuse da qualche giorno. Di questo ringraziamo ancora il G.C. Fausto Coppi di Cesenatico nella persona del suo presidente Vanzolini.
Quanto alla gara, di nuovo mi è parsa molto ben organizzata: incroci sempre e tutti coperti, assistenza meccanica e sanitaria disseminata lungo il percorso, ristori faraonici, lunghi tratti di strada appena riasfaltati, larga partecipazione popolare al passaggio dei corridori. Una festa del ciclismo cui vale la pena di partecipare a prescindere dalle intenzioni corsaiole o di prestazione che, pure, animano molti degli ottomila iscritti, e qualcuno anche tra noi.
Qualche notazione tecnica per finire. La Nove Colli è una corsa durissima. Non ha i dislivelli delle granfondo di montagna che ci aspettano da qui alla Otzy, ma è un tracciato molto tecnico che va tutto pedalato. A parte i 20 km iniziali e i 15 scarsi finali (35 km che comunque vanno fatti pancia a terra), il tracciato non ha un metro di pianura che uno possa dirsi. In particolare mi è sembrato che molto impegnativi siano tre tratti del percorso: quello che conduce dalla discesa del Polenta all’attacco della seconda salita, l’infame toboga che segue il finto scollinamento dal Barbotto sino al bivio per il lungo, e la croce che conduce all’attacco del Gorolo. Talmente croce con tutti quei km e quell’acido lattico ormai nelle gambe, da farmi attendere il Gorolo (sulle cui pendenze ho pure patito come un somaro) come una liberazione. Fondamentale è stato, comunque, accedere alla prima griglia amatori, senza subire le andature forsennate e irregolari di chi, partendo dietro, è inevitabilmente preso dall’ansia di recuperare quanti lo precedono. Certo Giulio questi problemi non li conosce, visto che ha diritto alla griglia di merito, e tutta la squadra ne è orgogliosa. Sulla inutile diatriba se sia più duro il Barbotto o il Gorolo dico solo questo: chi sostiene che il primato spetti al quarto colle è uno che ha fatto il corto, e il prossimo anno abbia il coraggio di girare per il lungo.
Infine vorrei chiedere a tutti quelli che scattano sul Gorolo come tanti grimpeur di razza autentica e “classe cristallina” (come direbbe il panciuto Bulbarelli) come facciano a non vergognarsi di non dare nemmeno un cambio nel tratto-croce di cui parlavo prima, quello che dalla discesa del Siepi conduce all’attacco del Gorolo. Cosa li induce a comportarsi come se stessero a giocarsi il campionato del mondo, sfruttando il lavoro altrui per poi mettere la ruotina davanti a chi lo ha tirato in pianura? E’ un atteggiamento che trovo scandaloso tra i professionisti (vedi Garzelli sul Terminillo), dove tuttavia è comprensibile esistano giochi di squadra o calcoli di classifica, e idiota tra chi naviga alla Nove Colli intorno alla millesima posizione.
Fausto, all’esordio, ha corso i 130 km del corto in 4h 55′ 33.51″ a 26.3 kmh, e si è classificato 1483° assoluto e 339° di categoria – Stefano e Daniele (206 km) hanno migliorato di circa tre quarti d’ora il tempo del 2002: 9h 06′ 15.88″ e 9h 06′ 21.66″ a 21.9 kmh, e si sono classificati rispettivamente 2096° (472° di cat.) e 2097° (600° di cat.) – Carlo è sceso sotto le 8 ore (7h 47′ 49.35″ a 25,6 kmh), migliorando di circa mezz’ora il tempo del 2002, e risultando 984° (198° di cat.) – Ma il risultato più prestigioso l’ha ottenuto Giulio all’esordio a Cesenatico: in 6h 40′ 49.49″ a 29,9 kmh, si è classificato 172° assoluto e 45° di cat.
A tutti loro i complimenti dell’intera squadra!!!
Di seguito una galleria di foto dell’evento.





















